Maestra: E' sempre sul Sol che la sbagli.
Daniel: Quando inizia l'inciso?
Maestra: "Fino a quando potrò resistere..."...si esatto proprio lì - disse intonando -
La canzone era "Cara Maggie" dei Lunapop...la conosceva bene ed era una delle sue preferite, ma quel giorno non c'era verso di riuscire a portarla a compimento.
Daniel: Forse con una chitarra posso essere quel che vuole? - scherzando con la maestra -
Maestra: Oggi non sei molto presente...che succede?..."Maggie prova ad essere quel che sei" - recitando sarcasticamente il versetto che seguiva il testo della melodia -
Daniel: E che a volte penso che forse la mia strada è un altra.
Maestra: Cioè?
Daniel: Insomma questa è una canzone che tutte le volte che la ascolto o la suono risveglia improvvisamente in me la voglia di cantarla.
Maestra: E allora non trattenere questo desiderio. Sono tutta orecchi!
La Maestra si sedette al suo posto e iniziò facendo esordire per la prima volta il ragazzo in una brillante esecuzione canora.
Quel giorno Daniel sentiva un'ispirazione molto particolare dettata da una sensazione insolita che neanche lui riusciva a spiegare.
Un'emozione arrivata come una boccata d'aria fresca e priva di inquinanti sollecitazioni.
Erano anni che Daniel si cimentava al pianoforte ma, proprio come sua madre, aveva ereditato una forte passione per il canto a cui non si era mai dato pienamente, eppure quel giorno intravide fra i suoi sogni più profondi la possibilità di prendere un'altra strada.
Maestra: Niente male!!
Daniel: Lo crede davvero?!
Maestra: Assolutamente!...penso proprio che dovresti approfondire questa tua attitudine...Non è solo una questione tecnica...Tu ti senti coinvolto mentre canti come se lo facessi da sempre.
Daniel: Le sue parole mi rendono orgoglioso...
Daniel era meravigliato e non credeva a ciò che gli era stato appena rivelato...
Nella sua mente si faceva sempre più spazio l'idea di poter crescere e maturare sotto questo nuovo lato artistico.
Maestra: Si è fatto tardissimo devo proprio scappare.
Daniel: Anche io devo essere in pizzeria.
Nonostante Daniel non avesse bisogno di lavorare, non amava chiedere niente alla sua famiglia e perciò
qualche sera durante la settimana faceva il fattorino presso il "Pizza On The Park".
Michael: Ci sarà il giorno in cui riuscirai a essere in orario? - con tono rassegnato -
Daniel: Scusa Mike mi preparo immediatamente!!
Michael: Fai in fretta che Brian ha già iniziato..stasera siete solo in due.
Daniel: E P.J?
Michael: Il solito imprevisto..
Daniel: Ancora?
Michael: Si ma se continua così il prossimo imprevisto sarà quello di non mettere più il naso qua dentro.
Michael, il proprietario del locale, era un tipo molto solare e disponibile con tutto il personale ma quel giorno era decisamente nervoso per l'assenza del ragazzo oltre che per la mole di ordini che arrivavano come saette anticipando la turbolenza di un cielo grigio e nuvoloso.
Non era la prima volta che P.J mancava dal lavoro e in realtà quel giorno anche da scuola.
Nessuno di loro lo aveva visto o sentito e molto probabilmente aveva trovato conforto e relax in qualche angolo di Tirem o nella sua stanzetta affumicata dal suo immancabile spinello che accompagnava le apatiche giornate di quel pomeriggio che si era fatto umido e piovoso nelle campagne di periferia.
Daniel si prepara ad uscire rassegnato dal fatto che quella sarebbe stata una serata lunga e stancante per via del tempo, ma la cosa sembrava turbarlo molto meno delle altre volte.
Non faceva che pensare al testo di quella canzone e dentro di sè si domandava che cosa lo avesse spinto
verso quella direzione inaspettata.
Brian esce dalla pizzeria correndogli incontro.
Brian: Aspetta Dan!!! - allungandogli il bauletto contenente la consegna -
Facciamo cambio...ecco tieni.
Daniel: Perchè?... - senza aver compreso il gesto -
Brian: Non conosco questo civico ma sicuramente tu lo sai perchè si trova dalle parti del podere
Daniel: Mmm...d'accordo...spero di riuscire a trovarlo - guardando la via e il civico -
Ma certo!! - esaminando attentamente - si trova dalle parti del Twister's Cafè
Brian: Grazie mille fratello...sei sempre il migliore!
Daniel: Questo si aggiunge alla lunga lista...lo sai ?! - disse scherzando -
Michael: Forza muovetevi!!! - imprecò Michael dal locale -
Sebbene il tempo non fosse dei migliori Amy se ne stava seduta sul divano incurante dei tuoni e del rumore della pioggia incessante e scorreva un album delle fotografie pensierosa e malinconica.
In ognuno di quelle foto vi erano ricordi che per quanto preziosi sembravano nutrire in lei pensieri profondi...
Eppure forse non era quello il momento giusto per concentrarsi sul passato.. perché il suono del citofono di casa aveva interrotto ogni riflessione.
- Suona il campanello-
Amy: Oh! Viva
la puntualità!!!
- Si avvia alla
porta-
Daniel:
Ciao!...Ecco la pizza
Amy: Finalmente!
Pensavo non arrivassi più!
Daniel: Eh...lo
so...solo che...
Daniel rimane senza parole dopo aver realizzato chi fosse
- Amy lo precede -
Amy:
No...No...non ti preoccupare fa lo stesso. Ecco qua, tieniti pure
anche il resto
Daniel: Ohhh...ma
non c'é n'era bisogno ho fatto solo il......
- Amy sta per
chiudere la porta mentre Daniel si appresta a finir la frase, ma lei
non gli da' il tempo di farlo...-
Daniel: Il
mio dovere.... - Un po' deluso dalla reazione -
Daniel: Accidenti
che caratterino! - Sussurrando a sé -
Amy entra e si
siede e, per un attimo, mantiene lo sguardo nel vuoto. Poi inizia a
mangiare
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